# Glossario dei termini arabo-islamici dall'articolo "Concubine nell'Islam: oltre l'harem" --- **adab** (أَدَب) Letteralmente "buona educazione, buone maniere". Nel senso tecnico usato nell'articolo, designa il vasto corpus della letteratura colta arabo-islamica classica che raccoglie aneddoti, poesia, biografie, ricette di comportamento, materiale storico-narrativo. È un genere letterario distinto dal *fiqh* (diritto) e dal *ḥadīth* (tradizione profetica), e va letto come letteratura raffinata con valore documentario indiretto, non come fonte giuridica. --- **Ahl al-Kitāb** (أَهْلُ الْكِتَاب) Letteralmente "Gente del Libro". Designa i seguaci delle religioni monoteiste rivelate riconosciute dall'Islam, principalmente ebrei e cristiani. Nel diritto islamico classico questa categoria comporta uno statuto specifico che include la tutela della fede in condizione di dipendenza (compresa la condizione servile). --- **akhbār** (أَخْبَار, singolare *khabar* خَبَر) Letteralmente "notizie, resoconti". Nel lessico della storiografia islamica classica designa i racconti brevi, spesso aneddotici, che compongono il tessuto delle grandi opere di storia e adab. Ogni *khabar* si presenta di solito con una catena di trasmettitori (*isnād*) e un contenuto narrativo (*matn*). Vanno letti come materiale storico-letterario a metà strada tra documento e narrazione elaborata. --- **amah** (أَمَة, plurale *imāʾ* إِمَاء) Termine tecnico per designare la schiava in senso giuridico. È la parola che compare più spesso nei manuali di *fiqh* quando si discute lo statuto giuridico della donna in condizione servile. Distinta dalla *jāriya*, che è di uso più letterario e sociale. --- **ʿawra** (عَوْرَة) Nel *fiqh*, indica le parti del corpo che devono essere coperte davanti agli altri secondo regole precise che variano in base al genere, all'età, allo statuto (libero/servile) e al contesto. Le scuole giuridiche hanno posizioni diverse sull'estensione dell'*ʿawra* della schiava rispetto a quella della donna libera. --- **dīwān** (دِيوَان, plurale *dawāwīn* دَوَاوِين) Nel senso amministrativo, ministero, ufficio, segreteria. Nell'articolo il termine indica la propria struttura amministrativa che Shaghab aveva istituito per gestire beni, corrispondenza e affari politici, un fatto che rivela il livello di potere effettivo che esercitava. --- **faqīh** (فَقِيه, plurale *fuqahāʾ* فُقَهَاء) Giurista, dottore della legge islamica. Colui che si occupa professionalmente del *fiqh*. --- **fatwā** (فَتْوَى, plurale *fatāwā* فَتَاوَى) Responso giuridico emesso da un giurista qualificato (*muftī*) in risposta a una questione posta. La *fatwā* non è vincolante come una sentenza, ma è autoritativa in quanto espressione della *sharīʿah* applicata a un caso concreto. --- **fiqh** (فِقْه) Letteralmente "comprensione profonda". Nel senso tecnico, il diritto islamico come scienza elaborata dai giuristi delle scuole giuridiche. Va distinto dalla *sharīʿah*, che è la legge divina in senso ampio: il *fiqh* è la sua elaborazione umana codificata. --- **ghazal** (غَزَل) Genere poetico arabo dedicato al tema amoroso. Uno dei generi in cui le *qiyān* poetesse eccellevano, sia componendo versi propri sia rispondendo in tenzone a poeti del loro tempo. --- **ḥadīth** (حَدِيث, plurale *aḥādīth* أَحَادِيث) Tradizione profetica: racconto che riporta parole, atti o approvazioni tacite del Profeta Muḥammad ﷺ. Insieme al Corano costituisce la base della *sharīʿah*. Ogni *ḥadīth* è composto da una catena di trasmettitori (*isnād*) e da un contenuto (*matn*), e viene classificato dai muḥaddithūn secondo criteri di autenticità. --- **ḥanafī** (حَنَفِي) Relativo alla scuola giuridica sunnita fondata su Abū Ḥanīfa al-Nuʿmān ibn Thābit (m. 150 dell'egira / 767 dell'era comune). È la più antica delle quattro scuole sunnite ortodosse ed è quella storicamente più diffusa nell'impero abbaside, ottomano e mughal. Costituisce il quadro di riferimento del *fiqh* di Madrassat an-Noor. --- **ḥanbalī** (حَنْبَلِي) Relativo alla scuola giuridica sunnita fondata su Aḥmad ibn Ḥanbal (m. 241 dell'egira / 855 dell'era comune). Una delle quattro scuole sunnite ortodosse. --- **Ḥijāz** (حِجَاز) Regione occidentale della penisola araba che comprende Mecca e Medina. Nel contesto dell'articolo, indica la tradizione musicale medinese delle *qiyān*, la più antica e conservativa. --- **imām** (إِمَام) Nel contesto giuridico dell'articolo, designa l'autorità politica legittima della comunità musulmana, unico soggetto abilitato a dichiarare la guerra e a decidere sulla sorte dei prigionieri secondo il *fiqh* classico. In altri contesti il termine ha significati diversi (guida della preghiera, fondatore di scuola giuridica). --- **istibrāʾ** (اِسْتِبْرَاء) Letteralmente "purificazione, liberazione". Istituto giuridico del *fiqh* che impone al padrone di attendere un ciclo mestruale completo prima di intrattenere rapporti con una schiava appena acquisita (o tre mesi se non ha cicli, o il parto se è incinta). Serve a garantire la certezza della paternità di ogni eventuale figlio nascituro. --- **ʿitq** (عِتْق) Manomissione, atto giuridico con cui il padrone libera lo schiavo. Il *fiqh* classico prevede diverse forme di manomissione (volontaria, contrattuale, automatica in casi specifici) e la considera atto meritorio dal punto di vista religioso. --- **jāriya** (جَارِيَة, plurale *jawārī* جَوَارِي) Letteralmente "colei che corre" o "giovane donna". Termine di uso comune per designare la giovane schiava, con connotazione più sociale e letteraria che tecnico-giuridica. Nel *fiqh* stretto si usa piuttosto *amah*. --- **maḥārim** (مَحَارِم, singolare *maḥram* مَحْرَم) Categoria di persone con cui il matrimonio (e quindi il rapporto sessuale) è vietato in modo permanente per ragioni di parentela stretta. Il divieto vale ovviamente anche per la schiava che rientri in tali gradi di parentela con il padrone. --- **mālikī** (مَالِكِي) Relativo alla scuola giuridica sunnita fondata su Mālik ibn Anas (m. 179 dell'egira / 795 dell'era comune). Una delle quattro scuole sunnite ortodosse, storicamente dominante nel Nordafrica e in al-Andalus. --- **milk al-yamīn** (مِلْكُ الْيَمِين) Letteralmente "ciò che possiede la [mano] destra". Espressione coranica che designa la condizione di schiavitù come rapporto giuridico di proprietà. Compare in almeno quindici versetti del Corano ed è la nozione tecnica che regge tutta l'elaborazione giuridica del concubinato nel *fiqh* classico. --- **muḥaddithūn** (مُحَدِّثُون, singolare *muḥaddith* مُحَدِّث) Esperti di *ḥadīth*, specialisti della trasmissione e della critica delle tradizioni profetiche. Il loro lavoro consiste nel valutare l'autenticità degli *isnād* e nel classificare i *ḥadīth* secondo criteri tecnici. --- **nafaqah** (نَفَقَة) Mantenimento economico dovuto secondo il *fiqh*: dal marito alla moglie, dal padre ai figli, dal padrone alla schiava. Include vitto, alloggio e vestiario adeguati alla condizione economica del soggetto obbligato. --- **nawba** (نَوْبَة) Nella tradizione musicale magrebina classica, indica una suite musicale strutturata secondo modi (*ṭubūʿ*) e ritmi codificati. Il repertorio della *nawba* magrebina conserva elementi che risalgono per via diretta alla tradizione musicale andalusa mediata dalle *qiyān*. --- **nikāḥ** (نِكَاح) Matrimonio, contratto matrimoniale nel *fiqh* islamico. Il *nikāḥ al-amah* è il matrimonio contratto con una schiava, disciplinato specificamente dal versetto coranico *al-Nisāʾ* 4:25 e regolato in dettaglio dai manuali di *fiqh*. --- **qayna** (قَيْنَة, plurale *qiyān* قِيَان) Schiava-cantante formata professionalmente in musica, poesia e adab. Categoria altamente specializzata della schiavitù femminile urbana, distinta dalla comune schiava domestica per il livello di formazione culturale e per il ruolo sociale nella cultura di corte. Le *qiyān* costituivano un'élite entro l'élite servile e hanno lasciato una documentazione letteraria eccezionale. --- **rāshidūn** (رَاشِدُون) "I ben guidati". Denominazione tradizionale dei primi quattro califfi (Abū Bakr, ʿUmar, ʿUthmān, ʿAlī, رضي الله عنهم), il cui periodo di governo (11-40 dell'egira / 632-661 dell'era comune) è considerato paradigmatico dalla tradizione sunnita. --- **Rasūl** (رَسُول) Messaggero, inviato da Allah ﷻ. Nel *Tārīkh al-rusul wa-l-mulūk* di al-Ṭabarī, il titolo indica la storia dei Messaggeri (i profeti) e dei re. --- **Sīrah** (سِيرَة) Letteralmente "cammino, condotta di vita". Nel senso tecnico, la biografia del Profeta Muḥammad ﷺ come genere storico-letterario islamico. Comprende opere classiche come la *Sīrah* di Ibn Isḥāq (nella recensione di Ibn Hishām), la *Maghāzī* di al-Wāqidī, e i grandi corpus successivi. --- **shāfiʿī** (شَافِعِي) Relativo alla scuola giuridica sunnita fondata su Muḥammad ibn Idrīs al-Shāfiʿī (m. 204 dell'egira / 820 dell'era comune). Una delle quattro scuole sunnite ortodosse. --- **sharīʿah** (شَرِيعَة) La legge divina rivelata come fonte ultima del diritto islamico. Va distinta dal *fiqh*, che è la sua elaborazione umana codificata dalle scuole giuridiche. La *sharīʿah* è il riferimento normativo di fondo, il *fiqh* è il tentativo umano di comprenderla e applicarla. --- **surriyya** (سُرِّيَّة, plurale *sarārī* سَرَارِي) Dalla radice *s-r-r* legata all'idea di privatezza e intimità. Termine tecnico per designare la schiava con cui il padrone intrattiene un rapporto sessuale lecito secondo il *fiqh*. Corrisponde approssimativamente all'italiano "concubina", ma con precisione giuridica maggiore. --- **tafsīr** (تَفْسِير) Esegesi coranica come scienza islamica classica. I grandi *tafsīr* (al-Ṭabarī, al-Jaṣṣāṣ, al-Qurṭubī) sono opere monumentali che commentano il Corano versetto per versetto con apparato di *ḥadīth*, filologia, diritto, teologia. --- **Umma** (أُمَّة) La comunità dei credenti musulmani nel suo insieme, considerata come unità spirituale e storica trans-nazionale. --- **umm walad** (أُمُّ وَلَد, letteralmente "madre di figlio", plurale *ummuhāt al-awlād* أُمَّهَاتُ الْأَوْلَاد) Statuto giuridico particolare della schiava che ha concepito e partorito un figlio riconosciuto dal padrone. Comporta il divieto di vendita, la manomissione automatica alla morte del padrone, e la libertà del figlio dalla nascita. È una delle costruzioni giuridiche più radicali del *fiqh* classico sulla schiavitù, senza equivalenti negli ordinamenti antichi comparabili. --- **ẓurafāʾ** (ظُرَفَاء, singolare *ẓarīf* ظَرِيف) Letteralmente "gli spiritosi, gli eleganti". Categoria sociale della raffinatezza abbaside: uomini colti dediti alla poesia amorosa, alla musica, alla galanteria e a un'estetica sofisticata della vita quotidiana. Il *Kitāb al-Muwashshā* di al-Washshāʾ è la loro trattazione classica. --- ## Nomi di opere citate **Aghānī** (الأَغَانِي, *Kitāb al-Aghānī*, "Libro dei canti") Grande enciclopedia musicale, poetica e biografica di Abū al-Faraj al-Iṣfahānī (m. 356 dell'egira / 967 dell'era comune). Ventuno volumi che raccolgono canti, biografie di poeti e musicisti, aneddoti di corte. Fonte principale per la conoscenza delle *qiyān* abbasidi. **Aḥkām al-Qurʾān** (أَحْكَامُ الْقُرْآن, "Le prescrizioni giuridiche del Corano") Titolo condiviso da diverse opere di *tafsīr* giuridico. Nell'articolo si fa riferimento in particolare a quella di al-Jaṣṣāṣ al-ḥanafī (m. 370 dell'egira / 981 dell'era comune). **al-ʿIqd al-farīd** (الْعِقْدُ الْفَرِيد, "La collana unica") Grande antologia di *adab* di Ibn ʿAbd Rabbih (m. 328 dell'egira / 940 dell'era comune), enciclopedia della cultura arabo-islamica classica. **al-Hidāyah** (الْهِدَايَة, "La guida") Manuale di *fiqh* ḥanafī di al-Marghīnānī (m. 593 dell'egira / 1197 dell'era comune), uno dei testi standard della scuola. **al-Imāʾ al-shawāʿir** (الإِمَاءُ الشَّوَاعِر, "Le schiave poetesse") Antologia biografica di Abū al-Faraj al-Iṣfahānī dedicata specificamente alle *jawārī* che si distinsero come poetesse. Fonte primaria per figure come ʿInān al-Nāṭifiyyah. **al-Kāmil fī al-tārīkh** (الْكَامِلُ فِي التَّارِيخ, "Il completo nella storia") Grande opera storica universale di Ibn al-Athīr (m. 630 dell'egira / 1233 dell'era comune). **al-Mabsūṭ** (الْمَبْسُوط, "L'esteso") Monumentale opera di *fiqh* ḥanafī in trenta volumi di al-Sarakhsī (m. circa 483 dell'egira / 1090 dell'era comune), una delle massime autorità della scuola. **al-Mughnī** (الْمُغْنِي, "Ciò che rende sufficiente") Grande manuale di *fiqh* ḥanbalī di Ibn Qudāmah (m. 620 dell'egira / 1223 dell'era comune). **al-Muntaẓam** (الْمُنْتَظَم, "L'ordinato") Opera storica di Ibn al-Jawzī (m. 597 dell'egira / 1201 dell'era comune), completa titolo *al-Muntaẓam fī tārīkh al-mulūk wa-l-umam*. **al-Muṣannaf** (الْمُصَنَّف, "L'opera composta") Titolo condiviso da diverse raccolte classiche. Nell'articolo si fa riferimento a quella di ʿAbd al-Razzāq al-Ṣanʿānī (m. 211 dell'egira / 827 dell'era comune), fonte precoce fondamentale. **al-Muwaṭṭaʾ** (الْمُوَطَّأ, "Il ben calpestato" o "Il ben battuto") Prima grande raccolta giuridica dell'Islam, opera di Mālik ibn Anas (m. 179 dell'egira / 795 dell'era comune), fondatore della scuola mālikī. **al-Umm** (الْأُمّ, "La madre") Opera fondativa del *fiqh* shāfiʿī, di al-Shāfiʿī stesso (m. 204 dell'egira / 820 dell'era comune). **Badāʾiʿ al-ṣanāʾiʿ** (بَدَائِعُ الصَّنَائِع, "Le meraviglie delle arti", completo *Badāʾiʿ al-ṣanāʾiʿ fī tartīb al-sharāʾiʿ*) Grande manuale di *fiqh* ḥanafī di al-Kāsānī (m. 587 dell'egira / 1191 dell'era comune). **Bidāyat al-mujtahid** (بِدَايَةُ الْمُجْتَهِد, "L'inizio dello sforzo interpretativo") Capolavoro comparatistico del *fiqh* sunnita, di Ibn Rushd al-ḥafīd (Averroè, m. 595 dell'egira / 1198 dell'era comune). Confronta sistematicamente le posizioni delle quattro scuole ortodosse. **Jāmiʿ al-bayān** (جَامِعُ الْبَيَان, "La raccolta della spiegazione") Il grande *tafsīr* di al-Ṭabarī (m. 310 dell'egira / 923 dell'era comune), pietra miliare dell'esegesi coranica classica. **Jāmiʿ li-aḥkām al-Qurʾān** (الْجَامِعُ لِأَحْكَامِ الْقُرْآن) *Tafsīr* di al-Qurṭubī (m. 671 dell'egira / 1273 dell'era comune), fortemente orientato agli aspetti giuridici. **Murūj al-dhahab** (مُرُوجُ الذَّهَب, "I prati d'oro", completo *Murūj al-dhahab wa maʿādin al-jawhar*) Storia universale e opera di *adab* di al-Masʿūdī (m. 345 dell'egira / 956 dell'era comune). **Nisāʾ al-khulafāʾ** (نِسَاءُ الْخُلَفَاء, "Le donne dei califfi") Opera di Ibn al-Sāʿī (m. 674 dell'egira / 1276 dell'era comune) che raccoglie biografie di trentotto donne legate ai califfi, molte delle quali schiave o concubine. Disponibile in traduzione inglese come *Consorts of the Caliphs*, New York University Press. **Radd al-muḥtār** (رَدُّ الْمُحْتَار) Grande commentario tardivo del *fiqh* ḥanafī di Ibn ʿĀbidīn (m. 1252 dell'egira / 1836 dell'era comune), riferimento standard della scuola nell'età moderna. **Risālat al-qiyān** (رِسَالَةُ الْقِيَان, "Epistola sulle schiave cantanti") Opera di al-Jāḥiẓ (m. 255 dell'egira / 868 dell'era comune) sulla cultura delle *qiyān* nella Baghdad abbaside. Fonte primaria di prima importanza scritta da un testimone contemporaneo. **Tārīkh al-rusul wa-l-mulūk** (تَارِيخُ الرُّسُلِ وَالْمُلُوك, "Storia dei Messaggeri e dei re") Grande storia universale di al-Ṭabarī, uno dei testi fondativi della storiografia arabo-islamica. --- Formule di benedizione e rispetto **ﷺ** (*ṣallallāhu ʿalayhi wa sallam*, صَلَّى اللهُ عَلَيْهِ وَسَلَّم) "Che Allah preghi su di lui e lo benedica". Formula obbligatoria dopo il nome del Profeta Muḥammad. **عليه السلام** (*ʿalayhi al-salām*) "Su di lui la pace". Formula usata dopo i nomi degli altri profeti. **رضي الله عنه** (*raḍiya Allāhu ʿanhu*) / **رضي الله عنها** (*raḍiya Allāhu ʿanhā*) / **رضي الله عنهم** (*raḍiya Allāhu ʿanhum*) "Allah sia soddisfatto di lui / di lei / di loro". Formule usate dopo i nomi dei Compagni del Profeta (*ṣaḥāba*). **ﷻ** (*subḥānahu wa Taʿālā*, سُبْحَانَهُ وَتَعَالَى) "Sia glorificato ed esaltato". Formula usata dopo il nome di Allah.