Muhammad ﷺ – La Luce dei Cuori e la Misericordia dei Mondi

Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso.

Ci sono nomi che scaldano il cuore. Parole che non passano mai di moda. Presenze che, anche a distanza di secoli, continuano a illuminare la vita di chi le incontra.

Muhammad ﷺ non fu solo un uomo. Fu luce, guida, compassione, forza e dolcezza. Fu il dono più prezioso che Allah ﷻ abbia fatto all’umanità.

“E non ti abbiamo inviato se non come misericordia per i mondi.”
(Sūrah al-Anbiyā’, 21:107)


Un uomo dalla luce straordinaria

Era un essere umano, sì. Ma non uno qualunque. Era il più nobile, il più veritiero, il più gentile. Non parlava mai per ego o capriccio:

“Egli non parla per passione. Non è che rivelazione ispirata.”
(Sūrah al-Najm, 53:3-4)

ʿĀ’ishah (radiyAllahu ‘anha) disse:

“Il suo carattere era il Corano.” (Muslim)

Barā’ ibn ‘Āzib (radiyAllahu anhu) disse:

“Non ho mai visto nulla di più bello del Profeta ﷺ. Era come la luna piena.” (al-Tirmidhī)

Anas ibn Mālik (radiyAllahu anhu) raccontò:

“La sua mano era più morbida della seta e il suo profumo più dolce del muschio.” (al-Bukhārī, 3561)

Aveva una statura proporzionata, una camminata decisa, occhi profondi e luminosi. Quando sorrideva, era come se il sole sorgesse nel cuore di chi lo guardava. I suoi capelli erano neri e leggermente ondulati, e la sua barba spessa e ordinata. Era vestito con modestia e dignità. Non cercava l’apparenza, eppure la sua presenza riempiva ogni spazio.


Una vita di misericordia

Il Profeta ﷺ era la misericordia fatta persona. Durante il Mi’rāj, Allah ordinò inizialmente 50 preghiere quotidiane. Il Profeta ﷺ, pensando alla debolezza della sua Ummah, tornò più volte da Allah a chiederne la riduzione, fino a che divennero 5, con la ricompensa di 50.

“Sono tornato… per chiedere meno, per la mia comunità.” (Muslim, 162)

Disse anche:

“La mia Ummah riceverà la ricompensa di 50, anche se ne compie solo 5.”

Durante tutta la sua vita, pregò per la nostra salvezza. Disse:

“Ogni profeta ha una supplica esaudita. Io ho riservato la mia per intercedere per la mia comunità nel Giorno del Giudizio.” (Bukhārī, 6304)

Le sue ultime parole furono:

“Ummatī… ummatī…” (La mia comunità, la mia comunità)

Anche sul letto di morte, con il dolore della febbre che lo consumava, non pensava a sé stesso. Pensava a noi. Pensava a te, che leggi oggi queste righe. Pensava a me, che le scrivo con il cuore stretto. Pensava a ogni credente che sarebbe nato dopo di lui, fino alla fine dei tempi.

Quale amore può essere più grande di questo?


La sua misericordia con le mogli e le donne

Il Profeta ﷺ fu il migliore degli uomini verso le proprie mogli. Era affettuoso, presente, attento ai loro bisogni emotivi e spirituali. Condivise con loro momenti di gioia e dolore, scherzava con loro, le ascoltava e le rispettava.

ʿĀ’ishah (radiyAllahu ‘anha) disse:

“Il Profeta ﷺ serviva la sua famiglia. Quando arrivava il momento della preghiera, usciva come se non ci conoscesse.” (Bukhārī)

Con le sue mogli mostrava dolcezza, equilibrio e giustizia. Quando ʿĀ’ishah fu ingiustamente calunniata, egli aspettò con pazienza e fede l’intervento divino, senza accusarla. Non le rivolse parole dure, non la rinnegò. Attese, fiducioso in Allah, fino a che non scese la Rivelazione a difenderla.

Anche sul letto di morte, le sue raccomandazioni furono:

“Trattate bene le donne. Prendetevi cura delle donne.” (Ibn Mājah)

Questo comandamento fu tra le sue ultime parole, segno della sua attenzione costante per i più vulnerabili e per chi, nella società, veniva trascurato o maltrattato.

Disse:

“Il migliore tra voi è colui che è migliore verso la sua famiglia. E io sono il migliore tra voi verso la mia famiglia.” (al-Tirmidhī)


Il suo amore per il creato

Il Profeta ﷺ non mostrava misericordia solo verso gli uomini, ma verso tutto il creato:

  • Restituì i piccoli a un uccello che li cercava disperatamente (Abū Dāwūd, 2675)
  • Ordinò di non bruciare le formiche nel loro nido
  • Proibì di usare gli animali come sedili o spettacolo (Abū Dāwūd, 2567)
  • Raccontò di un uomo perdonato per aver dato acqua a un cane assetato (Bukhārī, 2363)

Disse:

“Chi non ha misericordia verso il creato, non riceverà misericordia dal Creatore.” (Bukhārī, 6013)

Un albero da cui era solito predicare cominciò a gemere quando non fu più usato. Il Profeta ﷺ lo abbracciò fino a che si calmò. (Bukhārī, 3584)

Pensa: un tronco d’albero sentì la nostalgia della sua vicinanza. Pensa a quanto dev’essere stata grande la sua luce, se persino il legno la percepiva.


La sua dolcezza con i bambini

Amava profondamente i bambini. Giocava con loro, li baciava, li accoglieva con affetto. Pregava con i nipoti accanto, e se lo cavalcavano in sujūd, non li disturbava.

“Chi non mostra misericordia ai piccoli e rispetto agli anziani, non è dei nostri.” (Abū Dāwūd)

Li chiamava con soprannomi affettuosi. Ai nipoti al-Ḥasan e al-Ḥusayn (radiyAllahu ‘anhuma) riservava attenzioni dolcissime: “i miei due fiori del mondo”, li chiamava.

Una volta prolungò la prosternazione perché uno dei suoi nipoti gli era salito sulla schiena. Disse:

“Non ho voluto interromperlo finché non ha finito.” (al-Nasā’ī, 1141)

Un giorno, un bambino beduino urinò nella moschea. I Compagni (radiyAllahu anhum) si alzarono per rimproverarlo, ma il Profeta ﷺ li fermò con dolcezza e disse:

“Non interrompetelo. Lasciatelo finire. Poi puliremo con acqua. Siete stati inviati per facilitare, non per rendere difficile.” (Bukhārī, 220)

Dopo, chiamò il bambino con gentilezza e gli spiegò con calma.

Questa è la pedagogia del Profeta ﷺ: misericordia, pazienza, insegnamento senza umiliazione.


La sua pazienza nelle prove

La vita del Profeta ﷺ non fu facile. Fu orfano. Perse sua madre Āminah a sei anni. Perse suo nonno ʿAbdul-Muṭṭalib a otto anni. Crebbe senza padre, senza madre, senza ricchezza. Ma crebbe con dignità, con onestà, con purezza.

Quando ricevette la Rivelazione, fu deriso, insultato, perseguitato. Gli gettarono sporcizia addosso mentre pregava. Gli misero spine sul cammino. Lo chiamarono bugiardo, mago, folle. Ma egli non maledisse mai i suoi nemici. Anzi, pregò per loro:

“O Allah, perdona il mio popolo, perché non sanno.” (Bukhārī, 3477)

Perse sei dei suoi sette figli nella sua vita. Seppellì i suoi bambini con le sue mani. Ma non si ribellò mai al Decreto di Allah. Pianse, sì. Lacrime sincere, umane. Ma disse:

“Gli occhi piangono, il cuore si rattrista, ma non diciamo se non ciò che piace al nostro Signore.” (Bukhārī, 1303)

A Ṭā’if fu lapidato fino a sanguinare. I suoi sandali si riempirono di sangue. Jibrīl ʿalayhi as-salām gli offrì di distruggere quella città, ma egli rispose:

“No. Spero che Allah faccia uscire dalle loro generazioni chi Lo adorerà.” (Bukhārī, 3231; Muslim, 1795)

Questa è grandezza. Questa è misericordia. Questa è nobiltà d’animo.


Guida e rifugio

Il Profeta ﷺ era anche un leader giusto, un condottiero coraggioso, un giudice equo e un rifugio spirituale. Guidò i suoi compagni con giustizia, saggezza e amore. Conquiste come quella di Mecca avvennero senza spargimento di sangue, e furono accompagnate dal perdono dei nemici:

“Andate, siete liberi.” (Sīrah Ibn Hishām)

Era un uomo che viveva per servire. Riparava i suoi sandali, serviva in casa, visitava i malati, seppelliva i defunti. Era un uomo del popolo, ma scelto da Allah.


Il legame con i Compagni (radiyAllahu anhum)

I Compagni lo adoravano profondamente. Abū Bakr (radiyAllahu anhu) tremava al solo pensiero di non vederlo più. ʿUmar (radiyAllahu anhu) giurava che il Profeta ﷺ era più caro a lui della sua stessa anima. Quando egli parlava, nessuno osava muoversi, per rispetto e amore. Se cadeva una goccia d’acqua del suo wuḍū’, la raccoglievano. Se sputava, se ne ungevano il viso. Non era idolatria: era amore profondo per il migliore degli uomini.

ʿUrwah ibn Mas’ūd, un inviato dei Quraysh, osservò i Compagni accanto al Profeta ﷺ e disse:

“Non ho mai visto un re amato come Muhammad è amato dai suoi compagni.”

Anas ibn Mālik (radiyAllahu anhu) disse:

“Non c’era nessuno che amassimo di più del Messaggero di Allah ﷺ. Eppure, quando veniva da noi, non ci alzavamo per lui, perché sapevamo che non gli piaceva.” (al-Tirmidhī, 2754)

Bilāl (radiyAllahu anhu), dopo la morte del Profeta ﷺ, non riuscì più a fare l’adhān. Disse:

“Non posso più chiamare alla preghiera, perché ogni volta che dico ‘Ash-hadu anna Muḥammadan Rasūlullāh’, il mio cuore si spezza.”


Il sigillo della profezia

Non lasciò dietro di sé eredità materiali, ma una via completa, un metodo di vita.

“Vi lascio due cose: se le seguirete, non vi smarrirete: il Libro di Allah e la mia Sunnah.” (al-Muwaṭṭā’, Mālik)

Ci ha insegnato come vivere, come mangiare, come dormire, come trattare i vicini, i genitori, i poveri. Ci ha insegnato come essere esseri umani veri.

“Nessuno di voi avrà fede finché non mi amerà più di suo padre, suo figlio e tutta l’umanità.” (Bukhārī, 15)


Come amarlo oggi

Amarlo non è solo sentimento. È azione. È imitazione. È difesa. È presenza nella nostra vita quotidiana.

1. Seguire la sua Sunnah Ogni gesto, ogni parola, ogni atto di adorazione che compiamo seguendo il suo esempio è un atto d’amore.

2. Inviare ṣalawāt su di lui

“Chi recita una ṣalāh su di me, Allah ne recita dieci su di lui.” (Muslim, 408)

3. Conoscerlo Leggi la sua Sīrah. Studia i suoi aḥādīth. Scopri chi era, come viveva, cosa amava.

4. Difenderlo Quando viene insultato o deriso, rispondi con saggezza, dignità e fermezza.

5. Amarlo più di tutto Chiediti: lo amo davvero? Lo amo più della mia famiglia? Più di me stesso? Se la risposta non è ancora “sì”, lavora su questo amore. Perché è parte della fede.


La luce che non si spegne

Muhammad ﷺ è la luce dei cuori, la guida degli spiriti, la sorgente della misericordia divina. Non è un ricordo antico: è presenza viva nel cuore di chi lo ama.

Anche noi, oggi, abbiamo doveri verso di lui: tra cui conoscerlo, amarlo, seguirlo e difenderlo. L’amore per il Profeta ﷺ è parte della nostra fede.

Questo approfondimento nasce da questo amore: per onorarlo, per conoscerlo meglio, e per rafforzare il nostro legame con chi ha vissuto per noi, ha pianto per noi, ha sacrificato tutto per noi.

Che Allah ﷻ ci doni amore sincero per lui, ci faccia bere alla sua fontana al-Ḥawḍ, e ci conceda il Paradiso nella sua compagnia.

اللهم صل وسلم وبارك على سيدنا محمد وعلى آله وصحبه أجمعين


Susanna Gagliano
Susanna Gagliano
Articoli: 48

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