“Nessuno può giudicarmi”?

Introduzione

Nel nostro tempo, spesso sentiamo frasi come:

Solo Allah può giudicarmi!”

Conta il cuore, non l’apparenza!”

Queste espressioni possono sembrare spirituali o profonde, ma rischiano di diventare scudi per evitare ogni forma di consiglio, ammonimento o correzione fraterna. Eppure, nella nostra bellissima religione, c’è un equilibrio raffinato tra ciò che è nel cuore e ciò che appare esteriormente.❤️ Le intenzioni contano… ma non da sole

Sì, il Profeta Muhammad – pace e benedizioni su di lui – ha detto:

Innamā al-aʿmālu bi-n-niyyāt” – Le azioni sono giudicate secondo le intenzioni

(Ṣaḥīḥ al-Bukhārī, 1; Ṣaḥīḥ Muslim, 1907)

Questo ḥadīth è uno dei fondamenti della nostra fede. Le intenzioni sincere sono ciò che rende un atto adorato da Allah. Ma attenzione: le intenzioni non rendono automaticamente le azioni lecite.

Una persona potrebbe avere l’intenzione di avvicinarsi a Dio, ma se lo fa attraverso un atto non conforme alla Sharīʿah – come pregare in un modo inventato o compiere un’innovazione – l’intenzione buona non basta a giustificare l’azione sbagliata.

Ibn Masʿūd – che Allah sia soddisfatto di lui – disse:

Quanti vogliono il bene, ma non lo raggiungono!”


👀 L’apparenza ha un peso

L’Islam è una religione che si fonda anche sull’apparenza visibile. Questo non vuol dire che giudichiamo chi è diverso o che siamo ossessionati dall’esterno, ma che le norme esteriori proteggono la comunità e la fede individuale.

Allah Altissimo dice nel Corano:

O voi che credete! Proteggete voi stessi e le vostre famiglie da un Fuoco il cui combustibile sono gli uomini e le pietre…”

(Sura at-Taḥrīm, 66:6)

Non possiamo dire: “Io nel cuore sono credente” mentre esteriormente ignoriamo gli obblighi come il velo, la preghiera o i limiti con l’altro sesso. Il cuore e il corpo devono camminare insieme, in armonia.


🌾 Un racconto che fa riflettere

Una volta, una donna disse a un fratello musulmano:

Tu non puoi giudicarmi. Solo Allah conosce il mio cuore.”

Lui rispose con dolcezza:

È vero, non conosco il tuo cuore, ma l’Islam mi insegna a correggere ciò che è manifesto. Se ti vedo in difficoltà, è un dovere aiutarti, consigliarti con gentilezza, come vorrei fosse fatto con me.”

Questo ci ricorda che l’ammonimento sincero è un gesto di amore, non di superiorità.


🧕🏻 Il consiglio non è un giudizio

Spesso confondiamo il naṣīḥah (consiglio) con il giudicare. Ma il Profeta – pace e benedizioni su di lui – ha detto:

La religione è consiglio sincero (naṣīḥah).”

(Ṣaḥīḥ Muslim, 55)

Il vero consiglio è quello dato con delicatezza, lontano da occhi indiscreti, con parole piene di compassione. Non è mai giudicare o sentirsi migliori, ma desiderare il bene per l’altro, come per noi stessi.


📖 L’apparenza inganna? Non sempre

Alcuni dicono:

Ci sono donne col ḥijāb che commettono peccati, e altre senza ḥijāb che hanno un cuore d’oro!”

Ma questa logica è pericolosa. Perché mai dovremmo usare l’errore di alcuni per giustificare l’abbandono di un precetto chiaro di Allah?Nessuno è perfetto, certo. Ma non per questo abbandoniamo i pilastri della fede. Se vedo qualcuno che sbaglia, non significa che il principio sia sbagliato.


🌸 Un esempio

Un fratello, in passato, raccontava di aver giudicato male una ragazza col velo. Più tardi scoprì che lei, silenziosamente, aiutava famiglie povere e visitava anziani soli. Si vergognò del suo pregiudizio. Ma lo stesso vale al contrario: una bontà interiore non giustifica la trasgressione esteriore. L’obiettivo è armonizzare cuore e atti, non giustificare uno con l’altro.


Dire di avere un buon cuore non deve diventare una scusa per continuare a peccare. Il cuore sincero cerca sempre di migliorarsi, dentro e fuori.”


🤲🏼 Chi può ammonire?

Ammonire è un dovere comunitario (amr bil-maʿrūf wa nahy ʿan al-munkar), ma deve essere fatto con saggezza e delicatezza. Non tutti hanno la stessa saggezza o il giusto approccio. Quando ammoniamo, facciamolo come se parlassimo alla nostra sorella del cuore: con amore, speranza e misericordia.

E quando siamo ammoniti? Non chiudiamoci. A volte, Allah ci parla proprio tramite le parole di chi ci consiglia, anche se fa male.


🌹 Conclusione: verso l’equilibrio

L’Islam ci insegna l’equilibrio perfetto tra l’interiorità e l’esteriorità. Tra cuore e atti, tra intenzione e comportamento.

Non possiamo vivere dicendo

“Allah conosce il mio cuore”

mentre ignoriamo ciò che Egli ha reso evidente. E non dobbiamo nemmeno diventare rigidi giudici degli altri, dimenticando che ognuno ha il proprio percorso.

Camminiamo insieme verso Allah: consigliandoci con dolcezza, migliorandoci con sincerità, abbellendo i nostri cuori… e anche le nostre azioni 🌷

Allah non cambia la condizione di un popolo finché essi non cambiano ciò che è in loro stessi.”

(Sura ar-Raʿd, 13:11)


Susanna Gagliano
Susanna Gagliano
Articoli: 48

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