I meriti di Bismillāh

Era pratica comune nell’età dell’Ignoranza (Jāhiliyyah) aprire ogni cosa invocando il nome degli idoli: gli uomini iniziavano imprese, pasti, viaggi, persino gesti quotidiani, con i nomi delle statue e delle divinità locali. All’epoca, il sacro nome di Dio non era al centro della vita delle persone. Contro questa abitudine, all’istante della Prima Rivelazione, l’angelo Jibril (pace su di lui) portò al Profeta (sallallāhu `alayhi wa sallam) la parola che avrebbe cambiato il corso della storia: «Iqra’ bismi Rabbika…» — “Leggi nel nome del tuo Signore”. Con queste parole venne imposto che ogni inizio degno di essere benedetto cominci col nome di Allah, instaurando un principio spirituale eterno.

Il grande commentatore al-Suyūṭī osserva che, in linea generale, tutti i libri divini aprono con il nome di Allah, mentre altri sapienti sottolineano che la sequenza completa «Bismillāh al-Raḥmān al-Raḥīm» è caratteristica specifica del Qur’ān e della Sunna del Profeta (sallallāhu `alayhi wa sallam). Entrambe le posizioni si riconciliano se diciamo che ogni libro divino comincia nel Nome di Allah, ma la formula coranica manifesta la sua specificità. Le fonti esegetiche principali (Qurtubī, al-Ruh al-Ma’ānī di al-Alūsī) spiegano come la presenza della Basmala sia stata introdotta nella vita comunitaria attraverso le parole e gli atti del Profeta, divenendo norma consolidata.

Prima della rivelazione completa della formula coranica, il Profeta era solito dire «Bismika, Allāhumma…» quando iniziava qualcosa; con la Rivelazione di «Bismillāh al-Raḥmān al-Raḥīm», questa sequenza venne adottata come prassi ufficiale, insegnata e trasmessa dai Compagni. Così la comunità dei credenti apprese a legare ogni atto quotidiano al ricordo di Allah.

Il Qur’ān ripete il richiamo a cominciare nel Nome di Allah, e la Sunna ribadisce che ogni cosa importante riceve la sua benedizione solo se iniziata con il Suo Nome. Il Santo Profeta (sallallāhu `alayhi wa sallam) disse:

«Quando uno di voi mangia, dica: Bismillāh; se dimentica di dirlo all’inizio, dica: Bismillāhi awwalahu wa ākhirahu.» (Ibn Mājah, Abu Dawud)

Così ogni gesto quotidiano, dal più piccolo al più significativo, diventa veicolo di adorazione. Anche aprire la porta di casa, spegnere una lampada o coprire un recipiente, raccomanda la Sunna, deve essere accompagnato dal Nome di Allah:

«Se menzioni il Nome di Allah entrando in casa o a tavola, lo Shayṭān dice ai suoi: ‘Non avete posto per stanotte né cibo’». (Bukhari, Muslim)

La pratica quotidiana della Basmala rende la vita un continuo atto di coscienza spirituale. Il Profeta (sallallāhu `alayhi wa sallam) insegnava anche:

«Quando vuoi dormire: ‘Bismika Allāhumma amūtu wa aḥyā’» (Bukhari 6324)

«Metti il piede nello staffile dicendo: Bismillāh… poi siedi e ringrazia Allāh» — per salire su un mezzo di trasporto o su un animale.

Anche le abluzioni (wudū‘) devono iniziare con Bismillāh. Le scuole giuridiche offrono alcune sfumature:

Hanafiti: è raccomandazione forte, non obbligo; la formula deve essere detta all’inizio dell’abluzione.

Malikiti: raccomandata all’inizio, ma se dimenticata, l’abluzione è comunque valida.

Shafi‘iti: consigliata, soprattutto per completare l’atto con consapevolezza spirituale.

Hanbaliti: fortemente raccomandata, rafforza la concentrazione durante l’atto di purificazione.

Allo stesso modo, recitare Bismillāh prima di mangiare o bere, prima di salire su un mezzo o scendere, trasforma un gesto ordinario in adorazione e memoria del Creatore. Un miscredente può consumare cibo o viaggiare come un musulmano, ma il musulmano che pronuncia il Nome riconosce che tutto il percorso, dalla semina del grano alla preparazione del pasto o del mezzo, è sotto la provvidenza di Allah. Così, anche le piccole azioni quotidiane diventano atti di culto e gratitudine.

Ogni gesto diventa occasione di ricordo di Allah, anche quando breve o apparentemente insignificante. Pronunciare Bismillāh prima di un pasto o di un viaggio ci ricorda che nulla di ciò che possediamo o facciamo è separato dalla volontà divina. Come affermano i maestri spirituali, dall’al-Ghazzālī fino agli insegnanti contemporanei, l’intenzione (niyyah) unita alla Basmala trasforma il quotidiano in atto sacro, il profano in adorazione, e l’ordinario in straordinario.

Dire Bismillāh è più di una formula: è un atto di amore e consapevolezza verso Allah. Ogni boccone, ogni passo, ogni gesto diventa un modo per riaffermare il legame con il Creatore e riconoscere la Sua onnipresenza. Non è mai troppo tardi per cominciare: anche un piccolo gesto quotidiano, ripetuto con sincerità, purifica il cuore e colma la vita di significato. Ricorda: ogni momento può essere trasfigurato in un atto di culto; ogni parola pronunciata con coscienza diventa seme di pace interiore. La Basmala è la pietra filosofale spirituale, capace di trasformare l’ordinario in sacro, e ogni giorno offre infinite opportunità per praticarla e sentirsi più vicini ad Allah.

Fa lillahi-l-hamdu `ala dini-l-Islami wa ta‘limatihi — “A Allah appartiene tutta la lode per la religione dell’Islam e i suoi insegnamenti”.


Susanna Gagliano
Susanna Gagliano
Articoli: 48

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

💬 Chiedi a Noor