L’argomento della purificazione, at-Taharah, è la porta d’accesso a quasi tutti gli atti di adorazione, un fondamento su cui si edifica la vita spirituale del musulmano. Come disse il nostro amato Profeta Muhammad ﷺ: “La purificazione è metà della fede (at-tuhuru shatr al-iman)” (Sahih Muslim).
Questo trattato si propone di essere una guida esaustiva, attingendo al Corano, alla Sunnah del Profeta ﷺ, e alle delucidazioni dei grandi sapienti delle prime generazioni e delle epoche successive, per offrire un quadro completo, narrativo e, per la grazia di Allah, illuminante.
Il Trattato della Purificazione nell’Islam: La Porta dell’Adorazione
Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.
L’Islam, nella sua infinita saggezza, non è semplicemente un insieme di credenze astratte, ma una via di vita completa (deen) che abbraccia ogni aspetto dell’esistenza umana, dal più intimo al più manifesto. Al cuore di questa via vi è un concetto fondamentale: la purezza (at-Taharah). La purezza nell’Islam trascende la mera igiene fisica; è uno stato spirituale, una condizione del cuore e del corpo che rende il credente idoneo a presentarsi dinanzi al suo Creatore. Allah stesso, l’Altissimo, loda coloro che si purificano nel Suo Libro Sacro:
“…In verità, Allah ama coloro che si pentono e ama coloro che si purificano.”
(Corano, Surah al-Baqarah, 2:222)
Questa purificazione si manifesta in due forme principali: la purificazione interna, che consiste nel purificare il cuore dal politeismo (shirk), dall’ipocrisia, dall’invidia e da ogni malattia spirituale attraverso il pentimento (tawbah) e la fede sincera (iman); e la purificazione esterna, che si occupa di rimuovere l’impurità fisica (najasa) dal corpo, dagli indumenti e dal luogo di preghiera, e di rimuovere lo stato di impurità rituale (hadath) attraverso le abluzioni.
Questo trattato si concentrerà su quest’ultima, la purificazione esterna, che è la chiave per la validità della preghiera (Salah), il pilastro della religione. Il Messaggero di Allah ﷺ ha affermato in modo inequivocabile:
“Allah non accetta una preghiera eseguita senza purificazione…”
(Sahih Muslim)
La giurisprudenza islamica (fiqh) classifica l’impurità rituale (hadath) in due categorie:
- l’impurità minore (al-hadath al-asghar), che viene rimossa con l’abluzione minore (Wudu)
- l’impurità maggiore (al-hadath al-akbar), che richiede l’abluzione maggiore, o lavaggio completo (Ghusl).
In assenza di acqua o in presenza di valide giustificazioni, entrambe possono essere sostituite dall’abluzione pulverale (Tayammum).
Al-Wudu: L’Abluzione Minore, Luce sui Volti dei Credenti
Il Wudu è l’atto di adorazione con cui il musulmano si purifica prima della preghiera e di altri atti di culto. La sua obbligatorietà è stabilita dal Corano, dalla Sunnah e dal consenso dei sapienti (ijma’). Il versetto fondamentale che ne delinea i pilastri si trova nella Surah al-Ma’idah:
“O voi che credete! Quando vi accingete alla preghiera (as-Salah), lavatevi i volti e le mani fino ai gomiti, passate le mani bagnate sulla testa e [lavate] i piedi fino alle caviglie. Se siete in stato di impurità maggiore (junub), purificatevi (con un lavaggio completo). Se siete malati o in viaggio, o se uno di voi proviene dal luogo del bisogno, o avete toccato le donne, e non trovate acqua, allora ricorrete a terra pulita e passatevela sul viso e sulle mani. Allah non vuole imporvi alcuna difficoltà, ma vuole purificarvi e completare la Sua grazia su di voi, affinché siate riconoscenti.”
(Corano, Surah al-Ma’idah, 5:6)
Questo nobile versetto stabilisce i quattro atti obbligatori (fard o rukn) del Wudu:
- Il lavaggio del volto.
- Il lavaggio delle mani e degli avambracci fino ai gomiti inclusi.
- Il passaggio delle mani bagnate sulla testa (mash).
- Il lavaggio dei piedi fino alle caviglie incluse.
Tuttavia, la perfezione del Wudu si raggiunge seguendo il modello del migliore degli uomini, il Profeta Muhammad ﷺ. La sua pratica, preservata meticolosamente nei libri di Hadith, ci fornisce una guida dettagliata e completa. Uno degli hadith più celebri e descrittivi è quello narrato da Humran, il servo liberato di ‘Uthman ibn ‘Affan (رضي الله عنه), il quale vide ‘Uthman stesso compiere il Wudu:
‘Uthman (رضي الله عنه) chiese dell’acqua per l’abluzione. Quindi si lavò le mani tre volte. Poi si sciacquò la bocca (madmadah) e aspirò acqua nel naso per poi espellerla (istinshaq e istinthaar). Poi si lavò il volto tre volte. Poi si lavò l’avambraccio destro fino al gomito tre volte, e poi il sinistro allo stesso modo. Poi passò la mano bagnata sulla testa. Poi si lavò il piede destro fino alla caviglia tre volte, e poi il sinistro allo stesso modo. Dopodiché disse: “Ho visto il Messaggero di Allah ﷺ compiere il Wudu come questo mio Wudu, e poi disse: ‘Chiunque compia il Wudu come questo e poi esegua due rak’ah di preghiera senza che la sua mente divaghi, gli saranno perdonati i suoi peccati passati'”. (Bukhari e Muslim)
Guida Dettagliata al Wudu Profetico (al-Wudu al-Kamil):
Seguendo questo e altri hadith, i sapienti hanno delineato la maniera più completa e meritoria di compiere l’abluzione:
- L’Intenzione (an-Niyyah – النِّيَّة): Prima di iniziare, si formula nel cuore l’intenzione di compiere il Wudu per obbedire ad Allah e purificarsi per la preghiera. La niyyah è un atto del cuore, non va pronunciata. La sua importanza è capitale, come ci ricorda il celebre hadith: “Le azioni valgono solo per le loro intenzioni” (Bukhari e Muslim).
- La Tasmiyah (التَّسْمِيَة): Si inizia pronunciando il nome di Allah, dicendo: “Bismillah” (بسم الله), “Nel nome di Allah”. Esistono hadith che ne sottolineano l’importanza, e alcuni sapienti la considerano obbligatoria.
- Lavaggio delle Mani (3 volte): Si lavano le mani fino ai polsi tre volte, iniziando dalla destra. Questo atto è una Sunnah (pratica raccomandata) che prepara al resto dell’abluzione, specialmente se ci si è appena svegliati, poiché il Profeta ﷺ disse: “Quando uno di voi si sveglia dal sonno, non immerga la mano nel recipiente finché non l’abbia lavata tre volte, poiché non sa dove la sua mano ha passato la notte” (Bukhari e Muslim).
- Sciacquo della Bocca e del Naso (3 volte): Si prende un palmo d’acqua e se ne usa una parte per sciacquare vigorosamente la bocca (madmadah) e l’altra parte per aspirarla nel naso (istinshaq), per poi espellerla con forza con la mano sinistra (istinthaar). L’ideale, secondo la Sunnah più forte, è compiere questi due atti con un unico palmo d’acqua, ripetendo l’intero processo per tre volte. Questo purifica le cavità orale e nasale.
- Lavaggio del Volto (3 volte): Si lava l’intero volto tre volte. I sapienti definiscono il volto, in lunghezza, dall’attaccatura dei capelli sulla fronte fino al mento, e in larghezza, da un lobo dell’orecchio all’altro. È necessario far passare l’acqua anche attraverso la barba, se è folta, passando le dita bagnate al suo interno. Il volto è la parte del corpo che si rivolge ad Allah nella preghiera, e il Wudu la illumina. Il Profeta ﷺ disse che la sua nazione sarà riconosciuta nel Giorno del Giudizio per “una luce brillante sui volti, sulle mani e sui piedi, a causa delle tracce dell’abluzione” (Bukhari).
- Lavaggio degli Avambracci fino ai Gomiti (3 volte): Si lava l’avambraccio destro, assicurandosi di includere il gomito, tre volte. Poi si fa lo stesso con l’avambraccio sinistro. È una Sunnah iniziare con la parte destra del corpo (tayammun).
- Passaggio delle Mani sulla Testa (Mash – 1 volta): Si bagnano nuovamente le mani e si passano sulla testa. La Sunnah del Profeta ﷺ era di passare le mani dalla fronte fino alla nuca, e poi riportarle indietro fino alla fronte. Questo va fatto una sola volta. C’è una divergenza tra le scuole giuridiche sulla quantità di testa da coprire, ma la pratica profetica completa è questa.
- Pulizia delle Orecchie (1 volta): Con la stessa acqua usata per la testa, si inseriscono gli indici all’interno delle orecchie per pulirne le cavità, e con i pollici si pulisce la parte esterna. Anche questo atto si compie una sola volta.
- Lavaggio dei Piedi fino alle Caviglie (3 volte): Si lava il piede destro, assicurandosi di includere le caviglie, tre volte. Poi si fa lo stesso con il piede sinistro. È fondamentale passare le dita (il mignolo della mano sinistra) tra le dita dei piedi per assicurarsi che l’acqua raggiunga ogni punto. Il Profeta ﷺ mise severamente in guardia contro la negligenza in questo: una volta vide delle persone con i talloni asciutti e gridò: “Guai ai talloni, [saranno puniti dal] Fuoco!” (Waylun li’l-a’qab min al-nar) (Bukhari e Muslim).
- La Preghiera (Du’a) dopo il Wudu: Una volta terminato, è raccomandato recitare la seguente supplica “Ash-hadu an la ilaha ill-Allah wahdahu la sharika lah, wa ash-hadu anna Muhammadan ‘abduhu wa rasuluh. Allahumma ij’alni min at-tawwabina wa ij’alni min al-mutatahhirin.” (أَشْهَدُ أَنْ لَا إِلَهَ إِلَّا اللهُ وَحْدَهُ لَا شَرِيكَ لَهُ، وَأَشْهَدُ أَنَّ مُحَمَّدًا عَبْدُهُ وَرَسُولُهُ. اللَّهُمَّ اجْعَلْنِي مِنَ التَّوَّابِينَ وَاجْعَلْنِي مِنَ الْمُتَطَهِّرِينَ) “Testimonio che non c’è divinità all’infuori di Allah, Unico, senza associati, e testimonio che Muhammad è il Suo servo e Messaggero. O Allah, rendimi uno di coloro che si pentono e rendimi uno di coloro che si purificano.” Il Profeta ﷺ disse che a chiunque reciti questa du’a dopo un Wudu perfetto, si apriranno le otto porte del Paradiso, ed egli potrà entrare da quella che desidera (Muslim).
Cose che Annullano il Wudu (Nawaqid al-Wudu):
Lo stato di purezza ottenuto con il Wudu si perde con i seguenti eventi:
- Qualsiasi cosa esca dai due orifizi (urina, feci, gas intestinali). Un leggero dubbio non rompe il Wudu; è necessaria la certezza, come insegnato dal Profeta ﷺ.
- Il sonno profondo in cui si perde coscienza di sé. Un leggero sonnellino da seduti senza appoggiarsi non lo annulla.
- La perdita di coscienza per svenimento, intossicazione o pazzia.
- Toccare direttamente i propri organi genitali con il palmo della mano senza una barriera (esiste una divergenza tra i sapienti su questo punto, ma questa è la posizione più cautelativa).
- Secondo la scuola Hanbali, il consumo di carne di cammello.
È importante notare che il vomito, il sangue (a meno che non sia in grande quantità), il dubbio e il contatto con una donna (a meno che non sia con desiderio e provochi una secrezione) sono questioni su cui i sapienti hanno opinioni diverse, e molte di queste non annullano il Wudu secondo le prove più forti.
Atti Sconsigliati (Makruhat) durante il Wudu:
- Sprecare acqua (israf). Il Profeta ﷺ compiva il Wudu con un solo mudd d’acqua (circa il volume di due mani giunte) e il Ghusl con un sa’ (quattro mudd).
- Lavare le parti del corpo più di tre volte.
- Parlare di questioni mondane senza necessità.
- Spruzzare acqua eccessivamente o colpirsi il volto con essa.
Al-Ghusl: L’Abluzione Maggiore, Rinnovamento e Purificazione Totale
Il Ghusl è il lavaggio rituale completo del corpo. È richiesto in seguito a uno stato di impurità maggiore (janabah) per poter tornare a compiere atti di culto come la preghiera o la lettura del Corano toccando il mushaf.
Quando è Obbligatorio il Ghusl:
- Dopo l’eiaculazione di sperma (Maniyy): Che avvenga durante il sonno (sogno erotico) o da svegli, con o senza rapporto sessuale, se c’è emissione di liquido seminale con piacere.
- In seguito a un rapporto sessuale completo: Anche se non vi è eiaculazione. Il Profeta ﷺ disse: “Quando le due parti circoncise si incontrano, il Ghusl diventa obbligatorio” (Muslim).
- Al termine del ciclo mestruale (Hayd): Una volta che la donna ha verificato la fine del flusso, deve compiere il Ghusl per tornare a pregare e digiunare.
- Al termine del sanguinamento post-parto (Nifas): La cui durata massima è generalmente considerata di 40 giorni.
- Alla morte di un musulmano (il suo corpo deve essere lavato da altri musulmani).
- Quando un non-musulmano si converte all’Islam.
Guida Dettagliata al Ghusl Profetico (al-Ghusl al-Kamil):
Il Ghusl ha una forma minima sufficiente (mujzi’) e una forma completa e perfetta (kamil). La forma minima consiste nell’avere l’intenzione e nell’assicurarsi che l’acqua bagni ogni singola parte del corpo, compresi i capelli fino alla radice.
La forma perfetta, che unisce l’obbligatorio al raccomandato, è quella che ci è stata trasmessa dalle Madri dei Credenti, ‘Aisha e Maymunah (رضي الله عنهما), descrivendo il Ghusl del Profeta ﷺ:
- L’Intenzione (an-Niyyah): Come per il Wudu, si formula nel cuore l’intenzione di compiere il Ghusl per rimuovere lo stato di impurità maggiore.
- La Tasmiyah: Si dice “Bismillah”.
- Lavaggio delle Mani (3 volte): Si lavano le mani fino ai polsi.
- Pulizia delle Parti Intime: Con la mano sinistra, si lavano le parti intime e qualsiasi altra parte del corpo che possa essere stata sporcata dalla causa dell’impurità (sperma, sangue mestruale, ecc.). Dopodiché si pulisce accuratamente la mano sinistra, strofinandola a terra o usando del sapone.
- Esecuzione di un Wudu Completo: Si compie un Wudu completo, come quello per la preghiera. Secondo alcuni hadith, il Profeta ﷺ a volte ritardava il lavaggio dei piedi alla fine del Ghusl, specialmente se il pavimento non era pulito e l’acqua poteva ristagnare. Entrambe le pratiche sono valide.
- Lavaggio della Testa (3 volte): Si versa acqua sulla testa per tre volte, frizionando vigorosamente con le dita per assicurarsi che l’acqua raggiunga il cuoio capelluto e le radici di ogni capello.
- Lavaggio del Corpo: Si versa abbondante acqua su tutto il resto del corpo, iniziando dal lato destro e poi passando al lato sinistro. È fondamentale assicurarsi che l’acqua raggiunga ogni piega della pelle: le ascelle, l’interno dell’ombelico, dietro le ginocchia, tra le dita dei piedi.
- Lavaggio dei Piedi: Se non sono stati lavati durante il Wudu iniziale, si spostano i piedi e li si lava, prima il destro e poi il sinistro.
Per le donne, non è obbligatorio sciogliere le trecce per il Ghusl dalla janabah (impurità post-rapporto) se l’acqua può raggiungere il cuoio capelluto. Tuttavia, per il Ghusl dopo le mestruazioni (hayd) o il sanguinamento post-parto (nifas), è fortemente raccomandato e per alcuni sapienti obbligatorio scioglierle per assicurare una purificazione più completa. La Madre dei Credenti ‘Aisha (رضي الله عنها) consigliava alle donne di usare un pezzo di cotone o stoffa imbevuto di muschio (o un altro profumo) e passarlo sulle parti intime dopo il Ghusl dalle mestruazioni, per rimuovere ogni odore residuo.
At-Tayammum: La Misericordia della Terra
Allah, nella Sua infinita misericordia, non impone all’anima un fardello superiore alle sue capacità. Il Tayammum è la prova manifesta di questa clemenza. È l’abluzione secca, o pulverale, che sostituisce il Wudu e il Ghusl quando l’uso dell’acqua è impossibile o dannoso. La sua base legale è il già citato versetto 6 della Surah al-Ma’idah.
Quando è Permesso il Tayammum:
- Assenza di acqua: Dopo averla cercata ragionevolmente.
- Acqua insufficiente: Se l’acqua a disposizione è necessaria per bere o cucinare.
- Impossibilità di raggiungere l’acqua: A causa di un pericolo (nemici, animali selvatici).
- Malattia o ferita: Se l’uso dell’acqua potrebbe peggiorare la condizione o ritardare la guarigione, basandosi sul parere di un medico o sull’esperienza personale.
- Freddo intenso: Se l’uso di acqua fredda, in assenza di mezzi per riscaldarla, potrebbe causare un danno serio alla salute.
Come si Esegue il Tayammum:
La procedura è estremamente semplice e si basa sull’hadith di ‘Ammar ibn Yasir (رضي الله عنه), che descrive l’insegnamento del Profeta ﷺ:
- L’Intenzione (an-Niyyah): Si formula l’intenzione di compiere il Tayammum per rendersi idonei alla preghiera.
- La Tasmiyah: Si dice “Bismillah”.
- Colpire la Terra: Si colpiscono leggermente con i palmi delle mani aperti una superficie di terra pulita (sa’id tayyib). Questo può essere polvere, sabbia, terra, una pietra polverosa o un muro di terra.
- Soffiare e Pulire le Mani: Si soffia sulla polvere in eccesso dai palmi.
- Passare le Mani sul Volto: Si passa l’interno delle mani su tutto il volto, una sola volta.
- Passare le Mani sulle Mani: Si passa il palmo della mano sinistra sul dorso della mano destra, dal polso fino alla punta delle dita, e poi si passa il palmo della mano destra sul dorso della mano sinistra. Questo va fatto una sola volta.
E questo è tutto. Il Tayammum è valido per una preghiera obbligatoria (e per quante preghiere supererogatorie si desidera) e rimane valido finché non si verifica una delle cause che annullano il Wudu, oppure finché non si trova l’acqua. Se si trova l’acqua, il Tayammum è immediatamente invalidato e si deve usare l’acqua per purificarsi.
An-Najasa: La Rimozione dell’Impurità Fisica
Parallelamente alla purificazione rituale (hadath), il Fiqh della purificazione si occupa della rimozione dell’impurità fisica e tangibile (najasa o khabath). Affinché la preghiera sia valida, il corpo, gli indumenti e il luogo di preghiera devono essere liberi da najasa. I sapienti hanno classificato le impurità in diverse categorie per facilitarne la gestione.
Tipi di Najasa e Come Purificarle:
Najasa Mutawassitah (Impurità Media): Questa è la categoria più comune e include:
- Najasa Mughalladhah (Impurità Grave): L’unica impurità in questa categoria, secondo la maggioranza dei sapienti, è quella derivante dal maiale e dal cane, in particolare la saliva del cane. Il Profeta ﷺ disse: “La purificazione di un recipiente, se un cane vi ha leccato, è di lavarlo sette volte, la prima delle quali con la terra [o sapone, come interpretato oggi]” (Muslim).
- Urina e feci umane.
- Sangue, pus e vomito (se in quantità significativa).
- Animali morti (maytah) che non sono stati macellati secondo la legge islamica (esclusi gli animali marini e le locuste).
- Il Wadi (secrezione bianca e densa emessa dopo aver urinato) e il Madhi (liquido pre-eiaculatorio trasparente emesso con il desiderio). Quest’ultimo richiede solo il lavaggio della parte interessata e il Wudu, non il Ghusl.
- L’alcol (secondo molti sapienti).
Come si purifica: Si rimuove la sostanza impura stessa e poi si lava l’area con acqua finché l’odore, il colore e la traccia dell’impurità non sono scomparsi.
Najasa Mukhaffafah (Impurità Leggera): Questa categoria riguarda quasi esclusivamente l’urina di un bambino maschio che non ha ancora iniziato a mangiare cibi solidi e si nutre solo di latte materno. Il Profeta ﷺ, quando gli fu portato un bambino che gli urinò addosso, “chiese dell’acqua e la spruzzò sopra, senza lavarla” (Bukhari e Muslim). Per l’urina di una bambina, invece, è richiesto il lavaggio completo.
Conclusione: La Purezza come Stile di Vita
La purificazione nell’Islam è molto più di una serie di regole. È una disciplina, una forma di consapevolezza e una preparazione costante. È l’espressione esteriore di un desiderio interiore di essere puri dinanzi ad Allah. Il Wudu, con ogni sua goccia, lava via i peccati minori, come ci ha insegnato il nostro Profeta ﷺ. Il Ghusl è un rinnovamento totale, un ritorno a uno stato di purezza dopo eventi importanti della vita. Il Tayammum è un promemoria costante della misericordia e della facilità che Allah ha concesso a questa Ummah.
Insegnare questi concetti agli studenti della Madrassat an-Noor significa fornire loro le chiavi per una corretta e sentita adorazione. Significa insegnare loro che presentarsi davanti ad Allah cinque volte al giorno è un incontro così sublime da richiedere una preparazione sia fisica che spirituale, un atto d’amore e di rispetto verso Colui che ci ha creati.
Possa Allah benedire i nostri sforzi, dare beneficio attraverso la nostra scuola e rendere questo umile lavoro una fonte di conoscenza chiara e utile per per i suoi studenti. Possa Egli accettare le nostre opere e renderci tra coloro “che si pentono e che si purificano”.
Amin.




