Islam e teoria del gender: una riflessione islamica profonda tra rispetto, identità e rivelazione

Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso

Viviamo in un tempo in cui le identità di genere e sessuali vengono discusse pubblicamente con un’intensità senza precedenti. La cosiddetta “teoria del gender” ha preso piede nelle scuole, nei media, nelle istituzioni culturali e sanitarie, proponendo una visione fluida, soggettiva e autodeterminata dell’identità di genere. Ma come si rapporta l’Islam a queste nuove narrative? Come possiamo, come musulmani, affrontare tali questioni con saggezza, misericordia ma anche con fedeltà alla rivelazione?

Cos’è la “teoria del gender”?

La “teoria del gender” è un insieme di idee che distinguono il sesso biologico (maschio o femmina) dal genere (identità psicologica e sociale). Secondo questa visione, il genere non è necessariamente determinato dal corpo, ma può essere scelto o modificato nel tempo. Alcune correnti arrivano a parlare di decine di generi, fino a sostenere che si possa cambiare genere più volte nella vita, indipendentemente dalla biologia.

Questo pensiero ha radici filosofiche in correnti postmoderniste e costruttiviste che mettono in discussione ogni verità fissa, oggettiva o naturale. È dunque una visione antropocentrica, in cui l’essere umano si fa creatore di sé stesso, rifiutando ogni limite esterno, incluso quello biologico o divino.


La visione islamica della creazione: Allah come Creatore dei sessi

L’Islam, in quanto religione rivelata, parte da un presupposto fondamentale: l’essere umano è creato da Allah, con uno scopo e secondo un equilibrio perfetto.

E in verità abbiamo creato l’uomo e la donna”

(Sura al-Layl, 92:3)

O uomini! Temete il vostro Signore che vi ha creati da un solo essere (nafs wāḥida), e da esso ha tratto la sua sposa e da entrambi ha fatto scaturire molti uomini e donne.”

(Sura an-Nisāʾ, 4:1)

Allah ﷻ ha creato l’uomo e la donna con caratteristiche biologiche, psicologiche e spirituali distinte ma complementari. Questa dualità è uno dei segni della Sua saggezza:

E tra i Suoi segni vi è l’aver creato per voi, dalle vostre stesse specie, delle spose, affinché troviate in loro quiete; e ha posto tra voi amore e misericordia.”

(Sura ar-Rūm, 30:21)


Genere e sesso: sono distinguibili nell’Islam?

L’Islam non nega che esistano casi biologici complessi, come gli ermafroditi (khunthā), ma tratta queste eccezioni con chiarezza giuridica e compassione. I giuristi delle quattro scuole classiche hanno discusso ampiamente i khunthā mushkil, cioè coloro il cui sesso non è chiaramente determinabile alla nascita, e hanno stabilito criteri giuridici (come l’urina, i caratteri sessuali prevalenti) per stabilire l’identità prevalente.

Ma questo è molto diverso dalla negazione del sesso biologico, o dalla rivendicazione del diritto soggettivo a scegliere il proprio genere in base al sentimento.

Come spiega l’Imām Ibn Qayyim al-Jawziyya (rahimahuLlāh):

La legge divina (Sharīʿah) è fondata sulla saggezza e sul bene degli esseri umani in questa vita e nell’altra. Qualsiasi regola che sovverta la creazione naturale (fiṭrah) senza necessità è un atto di corruzione (fasād).”

(Iʿlām al-Muwaqqiʿīn)


L’accoglienza e il rispetto della persona

Un principio chiave dell’Islam è che ogni essere umano ha diritto alla dignità, indipendentemente dai suoi peccati, dalle sue convinzioni o inclinazioni:

In verità abbiamo onorato i figli di Adamo”

(Sura al-Isrāʾ, 17:70)

Per questo, non è lecito insultare, deridere o disprezzare chiunque si identifichi come parte della comunità LGBTQ+ o chi esprima una “diversa” identità di genere. Il Profetanon era mai volgare, né offensivo:

Non era né maldicente né volgare né maleducato. Diceva: ‘Il migliore tra voi è colui che ha il miglior carattere’”

(Bukhari, al-Adab al-Mufrad)

Tuttavia, il rispetto della persona non implica l’approvazione dell’azione. Come chiarisce il Profeta ﷺ:

“Chiunque tra voi veda un male, lo cambi con la mano; se non può, con la lingua; e se non può, con il cuore. Ed è il grado più debole della fede.”

(Muslim)


L’omosessualità e la pratica del cambiamento di genere nell’Islam

Omosessualità:

L’omosessualità (ʿamal qawm Lūṭ) è stata condannata nel Corano in numerosi passaggi, narrando la storia del popolo di Lūṭ عليه السلام:

In verità commettete una turpitudine che nessuno prima di voi tra le creature ha mai commesso: vi avvicinate agli uomini con desiderio, anziché alle donne!”

(Sura al-Aʿrāf, 7:80-81)

Tuttavia, come ci ricorda l’Imām al-Ghazālī, la lotta contro le passioni è una delle più grandi forme di jihād, e chi prova inclinazioni omosessuali ma non le asseconda è un mujāhid:

Il vero combattente è colui che combatte il suo ego per amore di Allah.”

(Bukhari, Ṣaḥīḥ)

Cambiamento di genere (transizione):

L’Islam proibisce la mutilazione del corpo senza necessità medica. Cambiare sesso non è permesso salvo nei rarissimi casi clinici in cui il sesso biologico sia ambiguo e la medicina confermi una realtà prevalente da correggere.

Il Profeta ﷺ disse:

Allah maledica l’uomo che si comporta come una donna e la donna che si comporta come un uomo.”

(Bukhari, 5885)

Questo ḥadīth non va inteso come una crociata contro i più deboli, ma come una tutela della fiṭrah, della dignità naturale dell’uomo e della donna. Ogni forma di travestimento o imitazione intenzionale del sesso opposto è vietata, in quanto altera l’ordine naturale stabilito da Allah ﷻ.


Il ruolo della fiṭrah: la natura primordiale

Il concetto di fiṭrah è centrale nella questione gender:

Volgi il tuo volto verso la religione pura, la fiṭrah che Allah ha impresso nell’essere umano. Non c’è cambiamento nella creazione di Allah.”

(Sura ar-Rūm, 30:30)

La fiṭrah è la predisposizione innata alla verità, alla purezza, all’armonia tra anima e corpo. L’Islam ci invita non a negare le difficoltà interiori, ma a lavorare su di esse con consapevolezza, spiritualità e cura, senza alterare ciò che Allah ha voluto.


Islam e educazione: proteggere i bambini

L’Islam attribuisce grande responsabilità ai genitori e agli educatori:

O voi che credete, proteggete voi stessi e le vostre famiglie da un Fuoco…”

(Sura at-Taḥrīm, 66:6)

Esporre bambini piccoli a teorie di autodeterminazione del genere, a contenuti sessuali precoci o a confusione identitaria è un atto di corruzione educativa, che viola l’innocenza e destabilizza la fiṭrah.

I sapienti han sempre sottolineato l’importanza di educare secondo il sesso biologico e con modelli virtuosi, come gli esempi dei Sahāba e delle Ṣaḥābiyyāt.


Tra misericordia e fermezza

L’Islam ci insegna equilibrio. Né odio né confusione. Né fanatismo né arrendevolezza culturale. Conoscere i propri limiti è saggezza. E difendere la creazione di Allah è un atto d’amore per la verità.

Siamo chiamati a:

  • rispettare le persone, ma non le ideologie errate;
  • comprendere il dolore umano, ma non normalizzare ciò che Allah ha proibito;
  • educare con compassione, ma anche con chiarezza.

Una parola ai giovani musulmani

Essere musulmani oggi richiede coraggio. La confusione è ovunque, ma la verità è più luminosa della notte. Torna al Corano, alla Sunnah, ai tuoi insegnanti, alla preghiera. Ricorda che Allah ti ha creato perfetto per il Suo disegno. E nessuna ideologia potrà mai riempire il cuore come lo fa la fede.

Non seguir ciò di cui non hai conoscenza. In verità, l’udito, la vista e il cuore: di tutto ciò si sarà interrogati.”

(Sura al-Isrāʾ, 17:36)

Susanna Gagliano
Susanna Gagliano
Articoli: 48

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

💬 Chiedi a Noor