Trattato sulla Sessualità nell’Islam

L’Islām, nella sua perfezione e completezza, non lascia scoperto alcun aspetto della vita umana, compresi quelli più intimi e personali. A differenza di molte altre tradizioni religiose, che hanno talvolta demonizzato il desiderio sessuale o lo hanno associato unicamente al peccato, l’Islām lo riconosce come parte naturale della creazione di Allah, un dono da vivere nel quadro della Sharīʿah, nel rispetto dei limiti divini e con l’intento di rafforzare i legami familiari, proteggere la società e avvicinare il credente alla gratitudine verso il suo Signore. L’atto sessuale nel matrimonio, infatti, può diventare atto di adorazione, se compiuto con retta intenzione, rispetto e consapevolezza.

Il Profeta Muḥammad, pace e benedizioni su di lui, è stato guida anche in questo ambito. Numerosi sono gli ḥadīth in cui si narra il suo comportamento con le sue mogli, la sua dolcezza, il rispetto dei tempi, dei bisogni e dei desideri reciproci. Lungi dall’essere un argomento marginale o “tabù”, la sessualità è parte dell’equilibrio della vita umana, e un mezzo per preservarsi dal peccato, come affermato nel ḥadīth:

«O giovani, chi tra voi ha la capacità, si sposi, poiché ciò aiuta ad abbassare lo sguardo e a preservare la castità…» (Ṣaḥīḥ al-Bukhārī, 5065; Muslim, 1400).

Allah, nel Corano, ha stabilito che la sessualità è permessa e benedetta esclusivamente all’interno del matrimonio, come segno della Sua misericordia e della complementarità tra uomo e donna:

«Tra i Suoi segni vi è che ha creato per voi, dalle vostre stesse specie, delle mogli affinché troviate in loro tranquillità; e ha posto tra voi amore e misericordia» (Sūra al-Rūm, 30:21).

La sessualità è descritta nel Corano con rispetto, pudore ma anche con chiarezza. Nel versetto più noto in merito, Allah dice:

«Le vostre mogli sono per voi un campo [di coltivazione], avvicinatevi dunque al vostro campo come volete, ma predisponetevi per voi stessi»(qaddimū li-anfusikum)» (Sūra al-Baqara, 2:223).

Molti sapienti hanno spiegato che “qaddimū li-anfusikum” significa “prendetevi cura l’uno dell’altro”, “abbiate premura”, “siate gentili”, “iniziate con i preliminari”, e anche che ogni atto sessuale debba essere accompagnato da intenzione, duʿā’ e delicatezza.

Il Profeta ﷺ, con le sue mogli, era noto per essere dolce e attento. In particolare, gli ḥadīth tra lui e ʿĀʾisha – che Allah si compiaccia di lei – ci mostrano la dimensione più tenera e personale del loro rapporto. Lei stessa raccontò:

«Il Messaggero di Allah ﷺ mi baciava mentre era in stato di digiuno» (Ṣaḥīḥ Muslim).

Un altro ḥadīth afferma che: «Il Profeta ﷺ si lavava con me dallo stesso recipiente, così che le nostre mani si incontravano nell’acqua» (Ṣaḥīḥ al-Bukhārī e Muslim).

Questi dettagli non sono riportati per curiosità, ma per educare la Ummah alla dolcezza, alla condivisione e all’amore anche nei momenti più intimi. Non vi è vergogna in ciò che Allah ha reso lecito, e i Sahāba stessi chiedevano chiaramente al Profeta ﷺ riguardo al comportamento con le proprie mogli.

Altri ḥadīth riportano che il Profeta ﷺ gareggiava con ʿĀʾisha, si coricava con lei sul grembo mentre recitava il Corano, la chiamava con soprannomi affettuosi come “ʿĀʾish” o “Ḥumayrā’”. Uno dei più noti racconti erotici e teneri insieme è quello in cui lei beveva da un recipiente e lui beveva esattamente dallo stesso punto in cui lei aveva messo la bocca. Questo è amore halal, puro e benedetto.

Nel libro Sharḥ Muslim di Imām Nawawī, viene spiegato che questi episodi mostrano la liceità del gioco, della complicità, della dolcezza e del contatto fisico anche non strettamente sessuale tra marito e moglie. Ciò rientra nel diritto della donna ad essere trattata con rispetto, tenerezza e cura, non solo nella convivenza ma anche nel momento dell’unione sessuale.


Il peccato della zina: adulterio e fornicazione nella legge islamica

Uno dei peccati più gravi in ambito sessuale è senza dubbio la zina – termine che in arabo indica ogni rapporto sessuale al di fuori del matrimonio, sia esso commesso da una persona nubile che da un coniugato. L’Islām condanna con forza ogni forma di sesso illecito perché distrugge i pilastri della società: la famiglia, la fiducia, l’onore e la filiazione legittima. Allah – Gloria a Lui l’Altissimo – afferma nel Corano:

«E non avvicinatevi alla zina: essa è turpitudine e un pessimo sentiero» (Sūra al-Isrā’, 17:32).

Il versetto non dice solo “non commettete zina”, ma “non avvicinatevi ad essa”, a sottolineare che anche i passi preliminari che portano al peccato – sguardi, parole ambigue, contatto fisico fuori dal matrimonio – sono già da evitare.

Il Profeta ﷺ disse:

«È stato prescritto al figlio di Ādam la sua parte di zina, che inevitabilmente commetterà: gli occhi commettono zina, e la loro zina è lo sguardo; le orecchie commettono zina, e la loro zina è l’ascolto; la lingua commette zina, e la sua zina è il parlare; la mano commette zina, e la sua zina è il toccare; il piede commette zina, e la sua zina è il camminare [verso il peccato]; e il cuore desidera e brama, e infine gli organi genitali confermano o negano tutto ciò» (Ṣaḥīḥ Muslim).

Le punizioni previste dalla Sharīʿah per chi commette zina sono severe, ma devono essere precedute da una prova rigorosa e applicate solo da autorità legittime in un contesto di stato islamico. Il Profeta ﷺ ha mostrato grande compassione verso i peccatori pentiti, come nel caso della donna al-Ghāmidiyya che si consegnò volontariamente per espiare la sua colpa, e lui ﷺ la trattò con umanità, lasciando che partorisse e allattasse il figlio prima di eseguire la punizione.

I sapienti hanno spiegato che la zina mina il cuore, abbassa la barakah, porta instabilità mentale e sociale, e genera un ciclo di colpa e rovina spirituale. Ibn al-Qayyim scrisse:

“Zina è una porta dell’infelicità, causa della perdita di benedizioni e mezzo con cui Shayṭān si insinua nei cuori, creando disprezzo per la purezza e l’onestà”.

Masturbazione: opinioni dei sapienti e consigli spirituali

La masturbazione (istimnāʾ) è una questione dibattuta tra i sapienti. La maggioranza delle scuole giuridiche, tra cui i Mālikiti e gli Shāfiʿiti, la considera vietata (ḥarām), tranne in casi di estrema necessità. I Ḥanbaliti sono tendenzialmente più tolleranti, permettendola solo per evitare il peccato maggiore (come la zina). I Ḥanafiti la considerano makrūh (sconsigliata) in via generale, ma alcuni loro sapienti la consentono se l’individuo teme di cadere nel peccato maggiore.

Ibn al-Jawzī affermava che la masturbazione può essere “un male minore per evitare uno maggiore”, ma deve rimanere una eccezione temporanea, non una pratica abituale.

Il Corano descrive i credenti come coloro che

«preservano le loro parti intime, eccetto con le loro mogli o schiave legittime, poiché in ciò non sono biasimevoli. Ma chi cerca oltre ciò, sono trasgressori» (Sūra al-Muʾminūn, 23:5–7).

Alcuni sapienti considerano questo versetto come indicazione indiretta del divieto della masturbazione.

Per entrambi i sessi, specialmente i giovani, i sapienti consigliano di ricorrere al digiuno, al controllo dello sguardo, alla frequentazione di ambienti puri, all’occupazione della mente con adorazione e scienza. Il Profeta ﷺ disse:

«Chi tra voi non è in grado di sposarsi, allora digiuni, poiché esso è per lui un freno» (Ṣaḥīḥ al-Bukhārī e Muslim).

Sesso orale, anale e limiti del lecito

Sesso orale

Il sesso orale (al-jins al-fammī) non è menzionato direttamente nei testi sacri, ma molti sapienti ne hanno parlato. In generale, non esiste consenso definitivo, ma si può sintetizzare così:

È permesso se vi è consenso reciproco, rispetto, e non comporta danno o impurità.

Alcuni sapienti, tra cui membri delle scuole Ḥanafita e Ḥanbalita, lo tollerano come forma di gioco (laʿb) e preliminare, a patto che non si ingoi il liquido seminale, considerato impuro da tutte le scuole.

Altri lo sconsigliano fortemente per ragioni di pudore, disagio naturale e possibilità di impurità.

In sintesi: è permesso tra marito e moglie se entrambi sono d’accordo e si evitano impurità, ma non è un obbligo né deve causare repulsione o forzature.

Sesso anale

Il sesso anale è invece vietato in tutte le scuole. Il Profeta ﷺ ha detto:

«Allah non guarderà a un uomo che ha rapporti con la moglie nel suo ano» (Sunan al-Tirmidhī, 1165).

E disse anche:

«Maleditto è colui che ha rapporti con la donna nel suo ano» (Sunan Abī Dāwūd).

Tutti i grandi Imām – Abū Ḥanīfa, Mālik, al-Shāfiʿī e Aḥmad – lo considerano peccato grave, anche se consensuale, poiché è contrario alla fitra e al fine del rapporto coniugale. Ibn ʿAbbās lo definiva “kufr min al-kabāʾir” (un peccato tra i più gravi).

Il diritto al piacere sessuale: uomo e donna

Una delle più grandi rivoluzioni apportate dall’Islām fu il riconoscimento del diritto della donna al piacere sessuale, al pari dell’uomo. In epoche in cui il corpo femminile era visto come un mezzo, l’Islām le ha restituito dignità, desiderio e soddisfazione.

I giuristi affermano che il marito ha il dovere di soddisfare sessualmente la moglie, con regolarità e attenzione, anche se non può obbligarla al rapporto se non è in condizioni favorevoli.

Ibn Ḥazm affermava che il rapporto sessuale deve essere completo e soddisfacente anche per la donna, poiché altrimenti il marito è peccatore se la trascura.

Alcuni ʿulamāʾ riportano che un uomo non dovrebbe stare lontano dalla moglie per più di 4 mesi, come indicato nel Corano:

«Per coloro che giurano di astenersi dalle loro mogli vi è un termine di quattro mesi. Se poi ritornano, Allah è Perdonatore e Misericordioso» (Sūra al-Baqara, 2:226).

È riportato che ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb – che Allah si compiaccia di lui – durante il suo califfato, chiedeva alle donne se i loro mariti le trascuravano. E in alcuni casi obbligava i mariti a non assentarsi troppo dal talamo coniugale, per evitare che le donne cadessero in frustrazione o tentazioni.

Cosa fare dopo il rapporto sessuale: la purificazione maggiore (ghusl)

Il rapporto sessuale completo richiede l’esecuzione del ghusl (abluzione maggiore), sia per l’uomo che per la donna. Questo atto di purificazione è essenziale prima di poter compiere atti di culto come la preghiera, il tawāf, o la lettura del Corano (secondo alcune opinioni). Allah ha detto:

«Se siete in stato di janābah, allora purificatevi» (Sūra al-Māʾidah, 5:6).

Il Profeta ﷺ ha spiegato dettagliatamente come fare il ghusl. Le sue mogli – che Allah si compiaccia di loro – riferirono che egli:

1. Iniziava lavando le mani tre volte.

2. Lavava le parti intime con la mano sinistra.

3. Faceva la piccola abluzione (wudhūʾ).

4. Versava tre manciate d’acqua sulla testa.

5. Lavava tutto il corpo, partendo dal lato destro.

ʿĀʾisha (che Allah si compiaccia di lei) narrò:

«Quando il Profeta ﷺ si lavava dopo un rapporto, iniziava lavando le sue mani, poi versava acqua con la mano destra sulla sinistra e lavava le parti intime, poi faceva il wudhūʾ come per la preghiera, poi prendeva acqua e la faceva arrivare fino alle radici dei capelli, poi versava acqua sulla testa tre volte, poi lavava il resto del corpo» (Ṣaḥīḥ Muslim).

È consigliato che entrambi i coniugi facciano il ghusl, ma se il marito vuole avere un secondo rapporto poco dopo, è sufficiente che faccia wudhūʾ nel frattempo, come riportato in diversi ḥadīth.

Se si eiacula anche senza penetrazione, o si sogna emissione notturna, o si ha penetrazione senza eiaculazione, il ghusl è comunque obbligatorio secondo la maggioranza dei sapienti, basandosi sull’ḥadīth:

«Quando due parti circoncise si incontrano, il ghusl è obbligatorio» (Ṣaḥīḥ Muslim).

Alcuni sapienti hanno discusso anche la questione del ghusl condiviso: è permesso lavarsi insieme, come facevano il Profeta ﷺ e ʿĀʾisha, con intimità e naturalezza. L’Islām incoraggia questa dolcezza e complicità.

La sessualità come fondamento della stabilità familiare e sociale

L’Islām non considera la sessualità un mero istinto, ma uno strumento sacro di connessione, misericordia e stabilità. L’atto sessuale compiuto con amore e nel matrimonio rinforza il legame tra i coniugi, placa le tensioni, protegge dalla tentazione e favorisce la coesione.

Il Profeta ﷺ ha detto:

«Nel rapporto con la propria moglie vi è un’elemosina (ṣadaqah)».

I Compagni chiesero: «O Messaggero di Allah, uno di noi soddisfa il suo desiderio e riceve ricompensa?».

E lui rispose:

«Non vedete? Se lo avesse fatto in modo illecito, non ne avrebbe avuto peccato? Così, se lo fa nel modo lecito, riceverà ricompensa» (Ṣaḥīḥ Muslim).

Le case in cui regna l’armonia anche nella sfera sessuale sono più stabili, resistenti alle difficoltà, aperte alla misericordia e alla pietà. I figli crescono in un ambiente sereno, le menti sono più chiare, i cuori più grati.

Un sapiente del passato disse:

“Il matrimonio è metà della religione, e il piacere lecito è la via per spegnere i fuochi del desiderio: chi si appaga nel lecito si allontana dal ḥarām”.


Devianze sessuali: i pericoli e le parole dei sapienti

Lontano dall’orizzonte puro dell’Islām si estende l’abisso delle devianze sessuali, che il mondo moderno normalizza e giustifica, ma che l’Islām denuncia con forza e misericordia allo stesso tempo. Tra queste: pornografia, auto-soddisfazione eccessiva, adulterio emotivo, rapporti innaturali, promiscuità, omosessualità praticata, parafilie, prostituzione, esposizione del corpo, flirt pubblici o online, relazioni multiple.

I sapienti mettono in guardia dal danno del cuore, prima ancora che del corpo. Ibn al-Qayyim scrisse:

“Il peccato sessuale ruba la luce del cuore, attira le trappole dello Shayṭān, e prepara l’anima a disprezzare la purificazione”.

Il Profeta ﷺ disse:

«Non vi è peccato dopo lo shirk più distruttivo della zina» (Bayhaqī).

Per evitare le devianze, i sapienti consigliano:

  • Frequentare buone compagnie.
  • Evitare contenuti provocanti.
  • Abbassare lo sguardo.
  • Digiunare frequentemente.
  • Avere orari di sonno regolari.
  • Parlare con sincerità con il coniuge.
  • Impegnarsi in adorazione.

Il mondo digitale ha aggravato la situazione: l’accesso alla pornografia è oggi una piaga diffusa, che spegne l’intimità coniugale, rende il cuore duro, alimenta desideri irrealistici e deviazioni. Chi vi è caduto, può rialzarsi: Allah è Colui che accoglie il pentimento, ma serve determinazione e disciplina.


Consigli per sorelle e fratelli sposati

Per le sorelle:

  • Chiedi ciò che desideri con pudore e fiducia. Il tuo piacere è un tuo diritto.
  • Non sentirti in colpa per desiderare: il tuo desiderio è creato da Allah.
  • Cura il tuo corpo e la tua mente, perché la sessualità nasce anche da lì.
  • Sii tenera, gioca, non vergognarti della tua femminilità: è ʿibādah se donata nel ḥalāl.

Per i fratelli:

  • Sii paziente, dolce, attento ai tempi e bisogni di tua moglie.
  • Ricorda che la soddisfazione sessuale è un dovere, non solo un piacere.
  • Parla, ascolta, guida con amore.
  • Abbi cura del tuo corpo e della tua igiene: è sunnah e cortesia.

Per entrambi:

Recitate il duʿāʾ prima dell’atto, come insegnato:

«Bismillāh, Allahumma jannibnà ash-shayṭān wa jannib ash-shayṭān mā razaqtanā»

(Nel Nome di Allah, o Allah, allontana da noi il diavolo e allontanalo da ciò che ci darai come progenie) – (Ṣaḥīḥ al-Bukhārī).


Sessualità e spiritualità in armonia

La sessualità, nell’Islām, non è in contrasto con la spiritualità: ne è parte integrante, quando vissuta nei confini della Sharīʿah. Il piacere lecito è benedetto, e il rapporto coniugale può diventare atto di adorazione. L’unione di due corpi con amore e misericordia può essere, se accompagnata da intenzione sincera, mezzo di purificazione, felicità e stabilità.

La Ummah ha bisogno di famiglie forti, e le famiglie forti si costruiscono anche nell’intimità. Parlare di sessualità con pudore ma con chiarezza è un dovere spirituale.

Perché l’Islām è luce in ogni ambito. E dove c’è luce, c’è Allah.


Susanna Gagliano
Susanna Gagliano
Articoli: 48

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